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N.4/2000
DOVE VA L’ITALIA
Andrea
Monorchio Luigi Tivelli
Rai-Eri Guerini pp. 191
Ora, come
un buon professore di altri tempi, dopo tanti traguardi, si è seduto in
poltrona con l'amico Luigi Tivelli, docente di diritto e amministrazione pubblica,
consigliere parlamentare della Camera dei deputati, per raccontare ai lettori
l'origine dei debiti accumulati alle spalle delle generazioni future, gli
sprechi di denaro pubblico, le infinite prove affrontate per far quadrare i
conti e gli obiettivi concreti che l'Italia ha, partendo da un dato di fatto
troppo spesso dimenticato nella sua semplicità: "La prima delle cose
necessarieè di non spendere quello che non si ha" (Massimo D'Azeglio).
Questo libro è un dialogo che parte da lontano, dal 1970, e scorre lineare
come un'autostrada nel mondo della burocrazia, là dove la tendenza a
"rendere difficile il facile attraverso l'inutile" è dura a morire!
Capitolo dopo capitolo si legge l'iter dell'uomo e dell'esperto che vede
nascere dalle ceneri della prima repubblica il futuro europeo dell'Italia.
Tanti incontri, tanti ricordi e personaggi, in un susseguirsidi progetti,
iniziative e politiche più o meno azzeccate per adeguare e riformare la rete
istituzionale del nostro paese e renderla compatibile con lo sviluppo della
realtà europea che l’aspetta. Andrea
Monorchio e Luigi Tivelli, senza presunzione, suggeriscono alcune soluzioni
possibili per ricostruire il rapporto tra cittadino e stato, che è alla base
di ogni politica parlamentare o finanziaria che sia. Gisbert
Haefs Tropeapagg.
666 Nell’immaginario
collettivo figure come quella di Annibale sono legate a ricordi scolastici un
po’ sbiaditi. Attraverso le Alpi con gli elefanti, si crogiolò negli ozi di
Capua ed ha afflitto migliaia di studenti nelle traduzioni di latino che lo
vedevano protagonistaimpietoso di verbi e declinazioni da decifrare! Merita un
riscatto, perché fu l’unico condottiero che seppe portare Roma ad una serie
di memorabili sconfitte, tenendo in mano le sorti del Mediterraneo, quando
ormai la civiltà di Cartagine volgeva al tramonto. Il
racconto fatto in prima persona dal vecchio commerciante Antigonos è coinvolgente,
pieno di azione, di dialoghi ricchi di ironia, che fanno da sfondo al quadro
di grande suggestione delle battaglie puniche sul mare. Fuori dalla retorica,
fuori dai toni solenni della storia, inamovibile come le statue nei musei,
l’autore dà vita al panorama variopinto di personaggi complessi, carichi di
passione, di amore, di invidia e di odio. Annibale
non è il solito eroe, ma un uomo che crede fermamente nel suo ruolo e fino
alla fine reclama la vittoria. E’ un personaggio calato a forza in un’epoca
turbolenta, dove tutto gli rema contro, brillante, vero condottiero, stratega
intuitivo e coraggioso, di carattere aspro, suscettibile e difficile, ha
nella sue vene la tragedia di una sconfitta già scritta nel destino. Se la
luce della libertà ha spento i fari su Cartagine, rimane nei secoli il
prestigio di Annibale a cui questo romanzo ha tolto un po’ di polvere. e vado via Gabriele Mazzoleni
Mursiapp.
182 Niente
alibi, dunque, e con una serie di consigli utili su come affrontare
l’avventura, ci si può preparare a salpare verso orizzonti aperti, acque
limpide e giorni tranquilli senza l’assillo del capoufficio, della moglie,
dei pargoli e dei parenti tutti! Chissà
perché, tuttavia, è proprio a loro che alla fine va la nostra simpatia, a
quei tapini che restano e cercano di trovare il proprioequilibrio e la
serenità nel traffico delle loro città! |
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