N.4/2000

DOVE VA L’ITALIA

Andrea Monorchio Luigi Tivelli

Rai-Eri Guerini pp. 191 

Andrea Monorchio, ragioniere generale dello Stato da dieci anni, ma nella pubblica amministrazione dal 1967, ha vissuto tutte le vicende economiche del nostro paese, quindi “esperto” di sicuro lo è. Nel suo ufficio al secondo piano del palazzo di via XX Settembre a Roma, sede del Tesoro, sonostati elaborati e sezionati i bilanci dello stato e quelle leggi finanziarie che hanno posto le premesse per il risanamento dei conti del paese e l'ingresso nell'euro. Sentire, dunque, la sua opinione - dove a domanda c'è risposta comprensibile, esauriente e stringata - è senz'altro "esperienza" consigliabile a tutti. Per anni Andrea Monorchio ha camminato avanti e indietro nei corridoi di Montecitorio, accompagnando o aspettando i ministri in carica, mentre decreti, leggi eleggine confezionavano l'abito della nostra economia. Così, passo dopo passo, ha riflettuto, analizzato, sintetizzato il senso profondo delle scelte della politica finanziaria italiana, nel bene e nel male. 

Ora, come un buon professore di altri tempi, dopo tanti traguardi, si è seduto in poltrona con l'amico Luigi Tivelli, docente di diritto e amministrazione pubblica, consigliere parlamentare della Camera dei deputati, per raccontare ai lettori l'origine dei debiti accumulati alle spalle delle generazioni future, gli sprechi di denaro pubblico, le infinite prove affrontate per far quadrare i conti e gli obiettivi concreti che l'Italia ha, partendo da un dato di fatto troppo spesso dimenticato nella sua semplicità: "La prima delle cose necessarieè di non spendere quello che non si ha" (Massimo D'Azeglio). Questo libro è un dialogo che parte da lontano, dal 1970, e scorre lineare come un'autostrada nel mondo della burocrazia, là dove la tendenza a "rendere difficile il facile attraverso l'inutile" è dura a morire! Capitolo dopo capitolo si legge l'iter dell'uomo e dell'esperto che vede nascere dalle ceneri della prima repubblica il futuro europeo dell'Italia. Tanti incontri, tanti ricordi e personaggi, in un susseguirsidi progetti, iniziative e politiche più o meno azzeccate per adeguare e riformare la rete istituzionale del nostro paese e renderla compatibile con lo sviluppo della realtà europea che l’aspetta. 

Andrea Monorchio e Luigi Tivelli, senza presunzione, suggeriscono alcune soluzioni possibili per ricostruire il rapporto tra cittadino e stato, che è alla base di ogni politica parlamentare o finanziaria che sia.

Annibale

Gisbert Haefs

Tropeapagg. 666

E’ dedicato a chi ama il romanzo storico e non si lascia spaventare dalle seicento e più pagine prima della parola fine. Del resto a garanzia di una lettura scorrevole e piacevole c’è il successo editoriale che questo libro ha ottenuto in Germania, in Olanda, Spagna ed Argentina, rimanendo ai vertici della classifica best-seller.

Nell’immaginario collettivo figure come quella di Annibale sono legate a ricordi scolastici un po’ sbiaditi. Attraverso le Alpi con gli elefanti, si crogiolò negli ozi di Capua ed ha afflitto migliaia di studenti nelle traduzioni di latino che lo vedevano protagonistaimpietoso di verbi e declinazioni da decifrare!

Merita un riscatto, perché fu l’unico condottiero che seppe portare Roma ad una serie di memorabili sconfitte, tenendo in mano le sorti del Mediterraneo, quando ormai la civiltà di Cartagine volgeva al tramonto.

Il racconto fatto in prima persona dal vecchio commerciante Antigonos è coinvolgente, pieno di azione, di dialoghi ricchi di ironia, che fanno da sfondo al quadro di grande suggestione delle battaglie puniche sul mare. Fuori dalla retorica, fuori dai toni solenni della storia, inamovibile come le statue nei musei, l’autore dà vita al panorama variopinto di personaggi complessi, carichi di passione, di amore, di invidia e di odio.

Annibale non è il solito eroe, ma un uomo che crede fermamente nel suo ruolo e fino alla fine reclama la vittoria. E’ un personaggio calato a forza in un’epoca turbolenta, dove tutto gli rema contro, brillante, vero condottiero, stratega intuitivo e coraggioso, di carattere aspro, suscettibile e difficile, ha nella sue vene la tragedia di una sconfitta già scritta nel destino. Se la luce della libertà ha spento i fari su Cartagine, rimane nei secoli il prestigio di Annibale a cui questo romanzo ha tolto un po’ di polvere.

Mollo tutto 

e vado via

Gabriele Mazzoleni

Mursiapp. 182

La teoria dell’autore è senza alcun dubbio affascinante: se la vita di tutti i giorniti sta stretta, non ne puoi più dei soliti ritmi di lavoro, casa e weekend, molla tutto e parti per un anno sabbatico! Secondo l’esperienza dell’autore tale chance è alla portata economica di tutti, impiegati o dipendenti fissi che siano, basta essere determinati a carpire alla vita quella libertà che troppo spesso ci nega.

Niente alibi, dunque, e con una serie di consigli utili su come affrontare l’avventura, ci si può preparare a salpare verso orizzonti aperti, acque limpide e giorni tranquilli senza l’assillo del capoufficio, della moglie, dei pargoli e dei parenti tutti!

Chissà perché, tuttavia, è proprio a loro che alla fine va la nostra simpatia, a quei tapini che restano e cercano di trovare il proprioequilibrio e la serenità nel traffico delle loro città! 

 

 



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